Area archeologica di Cortona: chiusura estiva

L’Area Archeologica del Sodo a Cortona resterà chiusa al pubblico dal 20 agosto al 7 settembre 2013.

L'altare del Tumulo II del Sodo

L’altare del Tumulo II del Sodo

Cortona si caratterizza per la presenza di tre grandi tumuli sepolcrali risalenti alla fine del VII – prima metà del VI sec. a.C., detti localmente “meloni”, disposti su una antica direttrice viaria che collegava la città con Arezzo a nord e Chiusi, Perugia e Roma a sud. Si tratta di tombe monumentali, visibili da lontano e poste in punti strategici del territorio, appartenenti a gruppi familiari gentilizi che affermavano – con la monumentalità stessa delle strutture, oltre che con la ricchezza dei corredi – la propria predominanza economica e politica. Questi sepolcri, in uso per parecchie generazioni, avevano una o più camere sepolcrali riunite all’interno di un recinto circolare in pietra (il tamburo), coperto da un tumulo artificiale che rispondeva all’esigenza di segnare il paesaggio indicando la potenza del suo possessore. Oltre al Tumulo di Camucia, visibile al centro dell’abitato, sono noti i tumuli del Sodo I e II, situati nella piana sottostante il colle di Cortona sulle due sponde del rio di Loreto.

Il Circolo II, emerso nel corso degli ultimi scavi

Il Circolo II, emerso nel corso degli ultimi scavi

 

Il Melone I – più piccolo e meno elaborato architettonicamente – consta di una sola tomba a camera; recenti scavi effettuati dalla Soprintendenza hanno messo in luce parte del tamburo, costituita da blocchi di arenaria grigia e travertino, sottolineando, per questo monumento, l’uso di materiali da costruzione di origine non locale.

Sull’altra sponda del rio Loreto si erge il secondo Melone del Sodo, il più monumentale dei tumuli cortonesi. É delimitato da un tamburo in blocchi di arenaria locale, ornato da un coronamento modanato, il cui impianto risale al terzo decennio del VI secolo a.C.

Al suo interno, il tumulo comprendeva due tombe: la 1, scavata già all’inizio del secolo scorso, e la 2 (detta anche “degli ori” per le importanti oreficerie rinvenutevi), scoperta nel corso di scavi sistematici effettuati dalla Soprintendenza a partire dal 1990. Questi hanno portato alla luce anche un poderoso altare a funzione cultuale che risulta – per la sua monumentalità – un esempio isolato in Etruria.

Il corredo della Tomba 13 Circolo II in corso di scavo

Il corredo della Tomba 13 Circolo II in corso di scavo

Si tratta di un avancorpo rettangolare con i parapetti sormontati da palmette a tutto tondo, e le ante ornate da due gruppi scultorei rappresentanti guerrieri in lotta con leoni: la sua funzione era connessa con le articolate celebrazioni funebri appannaggio del ceto aristocratico etrusco, e forse alla cerimonia di esposizione del defunto.

L’area del Sodo II continua a restituire sorprese: tra il 2005 e il 2012 sono stati rinvenuti, a 40 metri dal tumulo in direzione nord, due gruppi di sepolture delimitati da circoli litici, databili tra la seconda metà dell’VIII e l’inizio del VI sec. a.C., verosimilmente appartenenti a individui dello stesso clan familiare. I corredi, esposti al MAEC, erano costituiti da grandi olle in impasto contenenti a loro volta un vaso con coperchio, con le ceneri del defunto ed oggetti di ornamento personale. Accanto ai circoli sono venuti alla luce una serie di ambienti a probabile destinazione cultuale e/o produttiva.

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