La Fanciulla di Vagli e l’archeologia della guerra tra Roma e i Liguri-Apuani – Incontro a Vagli Sopra

Proseguendo nel ciclo di Conversazioni intorno alla Fanciulla di Vagli, in Vagli Sopra, nella Sala della Fanciulla di Vagli del Palazzo Domenico Marco Verdigi, sabato 7 settembre 2013, alle ore 17, Giulio Ciampoltrini tratterà il tema Archeologia di una guerra. La tomba della ‘Fanciulla di Vagli’ e le evidenze archeologiche del conflitto tra Romani e Liguri-Apuani.

Campo Catino e Appennino

Campo Catino e Appennino

La storia della Fanciulla di Vagli, alla quale è dedicata la mostra attualmente allestita a Vagli Sotto, è narrata dalle dotazioni della sua tomba e dal carattere del monumento sepolcrale nel quale fu collocata la cassetta di lastre di marmo che le accolse con il cinerario: si pone fra 200 e 180 a.C., nella fase finale della guerra mossa da Roma, con i suoi alleati, per il controllo del distretto della Toscana nord-occidentale in cui si erano insediati dagli anni intorno al 300 a.C. i Liguri-Apuani.

Ponte Gini di Orentano

L’abitato etrusco di Ponte Gini di Orentano

Le fonti letterarie – in particolare Tito Livio – sono ricche di particolari per gli eventi bellici dei primi decenni del II secolo a.C., fino alla vittoria romana del 180-179 a.C., ma un trentennio di indagini ha permesso, con lo scavo di insediamenti etruschi e liguri-apuani della Valle del Serchio, integrato da una sistematica attività di ricognizione, di ricostruire la storia dei rapporti fra i Liguri-Apuani, gli Etruschi del Valdarno e Roma, anche con il conforto del dato archeologico.
Dalla lunga convivenza, con scambi di merci e anche di persone, fino allo scoppio della prima fase della guerra, nel 238 a.C., drammaticamente segnato dai morti insepolti nell’abitato etrusco di Ponte Gini di Orentano, nella Piana dell’Auser, si giunge al lungo conflitto tra il 200 e 180 a.C., che può essere seguito nella trasformazione del sistema di insediamenti, sui due fronti del conflitto, e nelle tracce stesse delle battaglie, dalle ghiande missili in piombo ritrovate dal Settecento fino ai giorni nostri nelle strutture fortificate d’altura (castella) o nella straordinaria testimonianza dell’elmo in bronzo dalla Croce di Stazzana, a Castelnuovo Garfagnana.

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