Statue Stele in Vetrina. A Pontremoli

Il Museo delle statue stele lunigianesi di Pontremoli chiude per consentire lavori di recupero di nuovi spazi e di ampliamento dell’esposizione nel Castello del Piagnaro, su progetto di Studio Canali di Parma. Le stele che dal 1975 sono esposte in questo particolarissimo museo tematico escono dalle sale allestite da Augusto Cesare Ambrosi, uno tra i primi studiosi delle statue stele e fondatore del Museo.

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Ma non tutte sono destinate ad attendere nel buio dei depositi. Il Comune di Pontremoli con la collaborazione della Soprintendenza ha voluto mantenere la visibilità del Museo utilizzando i locali della “Vetrina della città”, un suggestivo spazio sotterraneo destinato ad offrire ai visitatori di Pontremoli gli strumenti per conoscere l’ambiente, la città e il suo territorio.

In questa location ha dunque trovato posto una rappresentanza dell’affascinante “popolo delle statue stele”, in un allestimento che offre anche opportunità nuove, grazie alla luce radente e all’eccezionale vicinanza tra le sculture e il pubblico. I pannelli del Museo accompagnano poi il visitatore nella conoscenza della statuaria antropomorfa lunigianese.

Le statue stele del museo di Pontremoli nel loro allestimento nella "Vetrina della Città"

Le statue stele del museo di Pontremoli nel loro allestimento nella “Vetrina della Città”

Per quanto sia espressione di un fenomeno – il Megalitismo – largamente conosciuto nella Preistoria europea, in Lunigiana la produzione ha suoi caratteri distintivi ed un suo arco cronologico di vita. Risale infatti all’età del Rame (circa 5000 anni fa) e dura fino all’inizio dell’età del Bronzo, quando si interrompe per ragioni che sono ancora sconosciute. In realtà sono molti i lati oscuri della storia delle stele e del popolo che le ha prodotte. Non sappiamo dove fossero i villaggi e poco si conosce dei rituali del seppellimento, se non che gli individui venivano deposti all’interno di grotte e ripari, accompagnati da qualcuno degli strumenti e degli ornamenti usati in vita. Le statue stele – di cui oggi si contano 84 esemplari – aggiungono qualche elemento alla conoscenza di comunità diffuse nella valle del fiume Magra e alle quali non possiamo dare un nome, anche se molto più tardi la gente di quella regione verrà identificata con i Liguri.

La Statua Stele Minucciano III, così chiamata dal nome della località del rinvenimento in Lunigiana, del Museo di Pontremoli

La Statua Stele Minucciano III, così chiamata dal nome della località del rinvenimento in Lunigiana, del Museo di Pontremoli

La figura è sempre rappresentata a bassorilievo sulla faccia di una grande masso di arenaria, con le braccia che si congiungono e terminano nelle mani aperte dalle dita ben delineate. La testa semicircolare può essere unita al corpo oppure distinta con la rappresentazione del collo alto e massiccio. Il volto è incavato e il naso è rilevato; solo una luce radente mette in evidenza gli occhi incavati o a pastiglia. Gli uomini ostentano il pugnale e in qualche caso anche l’ascia, evidentemente l’attributo di pochi (capi?). Le donne si distinguono per la rappresentazione dei seni e a volte per gli ornamenti del collo (goliere e collane).

Sono state dissotterrate quasi sempre nel corso di lavori e in origine formavano gruppi allineati, come sappiamo dall’unico rinvenimento di nove statue stele ancora in posto a Pontevecchio (Fivizzano – MS). E’ ormai accertato che le stele fossero erette fuori dagli abitati e lontano dalle grotte dove si seppellivano i morti, mentre la collocazione sembra coincidere con punti di particolare significato topografico, come i passi, i guadi, gli incroci lungo i percorsi. Questa circostanza ha quindi fatto pensare che avessero la funzione di “marcatori” del territorio.

Molte stele sono state riutilizzate o reimpiegate, fatto questo che suggerisce una loro millenaria persistenza nel paesaggio della Lunigiana. Nell’età del Ferro si assiste ad un vero revival ed alcune stele preistoriche sono rilavorate – mentre se ne scolpiscono altre ex novo – ma ora si tratta di singoli monumenti individuali, solo maschili, con ogni probabilità posti sopra le tombe.

Più tardi alcune vengono reimpiegate come lastre nella costruzione di tombe liguri “ a cassetta” della tarda età del Ferro e ancora più tardi in murature medievali e moderne. La frequenza di frammenti rilavorati o riutilizzati nelle chiese della Lunigiana viene interpretata come una volontà di dissacrazione di quelli che, almeno in quel momento, erano visti come simboli di culti pagani. In effetti non sappiamo se in origine gli allineamenti delle statue stele lunigianesi fossero anche oggetto di culto né se fossero sacri i luoghi in cui vennero erette.

Statue stele in vetrina

Dal 6 dicembre 2013 al 21 aprile 2014

Pontremoli, Palazzo comunale . Spazi della “Vetrina della città”

Alcune immagini dell’inaugurazione dello spazio espositivo della Vetrina della città di Pontremoli, il 6 dicembre 2013:

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