“Ecce lignum crucis. Alle origini della fede”: una mostra a Massa e Pontremoli

Ai Musei Diocesani di Massa e Pontremoli dal 7 dicembre 2013 fino al 9 febbraio 2014 è visitabile la mostra “Ecce Lignum Crucis. Alle origini della fede“.

Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto abbiamo risolto di accordare ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede (…)”. Con parole semplici e dirette, dopo secoli di persecuzioni, il cristianesimo veniva dichiarato lecito e si inaugurava un periodo di tolleranza religiosa e di innovazioni politiche e culturali. Tra le manifestazioni che hanno celebrato i 1700 anni dall’Editto di Tolleranza o Editto di Milano (313 d.C.), la mostra Ecce lignum crucis. Alle origini della fede è dedicata alla storia dei primi secoli della Diocesi di Luni – oggi Diocesi di Massa e Pontremoli – e alla diffusione del cristianesimo entro i confini della Lunigiana storica. Per la sede di Massa la collaborazione delle Soprintendenze per i Beni Archeologici della Liguria e della Toscana ha permesso di allestire una sezione dove si confrontano città e territorio nel periodo dal IV al IX secolo d.C. attraverso materiali restituiti dagli scavi di Luni e del centro storico di Massa.

Un'immagine della mostra "Ecce Lignum Crucis"

Un’immagine della mostra “Ecce Lignum Crucis”

Da un lato è Luni, colonia romana del II secolo a.C. e fino al Medioevo unica realtà urbana dell’estrema Etruria settentrionale al confine con la Liguria. L’esposizione si concentra sui secoli dal III/IV d.C. – quando è già avviato il processo di cristianizzazione della comunità lunense – all’VIII, nel corso dei quali si avvicendano la dominazione bizantina e quella longobarda e le indagini archeologiche documentano una progressiva trasformazione del paesaggio urbano, con la chiesa episcopale in posizione decentrata all’interno della città. Si tratta di un periodo molto oscuro della storia di Luni, anche a causa delle vicende che seguono l’abbandono della città nel Medioevo: spoliazioni, usi agricoli e scavi aperti per soddisfare il collezionismo di antichità hanno infatti compromesso o disperso gran parte delle testimonianze della città tardo antica e altomedievale.

Uno dei pesi monetali della collezione Remedi esposti in mostra

Uno dei pesi monetali della collezione Remedi esposti in mostra

Tuttavia proprio una delle più cospicue collezioni ottocentesche, formata da Angelo Remedi e acquistata nel 1883 per la sala di Luni del Museo Archeologico di Firenze, ha conservato i rari pesi monetali e commerciali di bronzo esposti nella mostra in perfetto pendant con la testimonianza delle monete circolanti a Luni nel periodo della dominazione bizantina (552 – 643) e nella successiva fase longobarda, quando compaiono le prime emissioni in lega di piombo della zecca vescovile lunense di VII – VIII secolo.

Le vicende di Luni, tuttavia, non si comprenderebbero del tutto senza poterne leggere i riflessi sul territorio. Perciò nella mostra trovano spazio le scoperte di Massa dove nel 2012 lo scavo di Piazza Mercurio ha fatto emergere le testimonianze di un quartiere artigianale attivo dal II secolo a.C. al I secolo d.C., con due grandi fornaci destinate alla produzione di anfore, dolia e laterizi, poi seguito nel II-III secolo d.C. da impianti per la produzione di vino o di olio che all’inizio del IV secolo vengono dismessi e colmati con scarichi di rifiuti ben datati da una moneta di Massimiano Erculeo Augusto (300 – 303 d.C.).

La moneta di Massimiano Erculeo Augusto dagli scavi di Massa-Piazza Mercurio

La moneta di Massimiano Erculeo Augusto dagli scavi di Massa-Piazza Mercurio

Ma il luogo non viene abbandonato e anche se le strutture successive sono conservate a livello di tracce quasi inconsistenti, sono i numerosi frammenti di vasi da mensa, di anfore da trasporto provenienti dall’Africa e dalla Gallia e ceramiche da cucina di produzione regionale confluiti nelle vasche e sul fondo di un canale di scolo realizzato dopo il IX secolo a dimostrare una lunga frequentazione dal V al VII secolo. Mentre nella prima età carolingia l’area è sicuramente destinata ad uso cimiteriale: ad essa fanno riferimento almeno tre sepolture, una delle quali datata al Cabonio 14 all’803±40.

La mostra è visitabile nelle due sedi di Massa e di Pontremoli con i seguenti orari:

  • Museo Diocesano di Arte Sacra di Massa, via Alberica:

Dal giovedì alla domenica: 15.30-18.30
Chiuso il 24, 25, 26, 31 dicembre e 1° gennaio

  • Museo Diocesano di Pontremoli, Piazza del Duomo:

Sabato: 15.00-18.00; Domenica: 15.00 con visita guidata partendo dal punto Info di Piazza della Repubblica

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2 thoughts on ““Ecce lignum crucis. Alle origini della fede”: una mostra a Massa e Pontremoli

  1. Gentile Segreteria della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana,

    richiedo informazioni in merito alla possibilità di pubblicare sul sito web del Circolo Numismatico della mia città la moneta proveniente dagli scavi di Piazza Mercurio a Massa.
    L’associazione non persegue fini di lucro ed ha il solo scopo sociale di diffondere sul territorio la cultura numismatica, in particolare la pubblicazione e la maggior diffusione del seppur scarno materiale numismatico rinvenuto nel suddetto scavo sarebbe in ambito locale un fatto unico ed eccezionale.
    Ringrazio per la cortese attenzione.
    Privatamente invio dati personali.

    • Buonasera,
      per poter pubblicare un’immagine ufficiale della Soprintendenza è necessario richiedere un’autorizzazione. La sua richiesta è stata inoltrata alla dott.ssa Guidotti, responsabile dell’Archivio Fotografico e presto riceverà comunicazione.

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