17/1/1944: una bomba cade sul Museo Archeologico di Arezzo

Il 17 gennaio 1944 una bomba distrusse la chiesa di San Bernardo e parte dell’annesso ex-monastero olivetano, dove dal 1937 aveva sede il Museo Archeologico di Arezzo.

Il complesso di San Bernardo nel corso dei restauri degli anni Trenta del Novecento (immagine tratta da da Arezzo. Cent’anni in foto anno, 1999).

Il complesso di San Bernardo nel corso dei restauri degli anni Trenta del Novecento (immagine tratta da da Arezzo. Cent’anni in foto anno, 1999).

Questa zona della città fu particolarmente colpita fin dai primi bombardamenti, iniziati nel novembre del 1943: prossimi al complesso di San Bernardo, edificato alla fine del Quattrocento sui resti dell’antico anfiteatro romano, si trovavano infatti importanti bersagli strategici, come la linea ferroviaria e lo stabilimento industriale “Fabbricone” (Società Costruzioni Ferroviarie e Meccaniche).

Fotoarea in cui si notano le aree della linea ferroviaria e del Fabbricone (sulla sinistra) dopo i primi bombardamenti (immagine tratta da E. Droandi, Arezzo distrutta 1943-44, 1995).

Fotoarea in cui si notano le aree della linea ferroviaria e del Fabbricone (sulla sinistra) dopo i primi bombardamenti (immagine tratta da E. Droandi, Arezzo distrutta 1943-44, 1995).

Già all’indomani dei due pesanti attacchi aerei del 2 dicembre, durante i quali furono colpiti il Museo medievale e moderno e la casa del Petrarca, si era iniziato a mettere in salvo le preziose collezioni antiche: casse di frammenti di Sigillata Aretina furono ricoverate nei sotterranei del Museo stesso, antichi ambulacra dell’anfiteatro, mentre “i pezzi più belli” furono messi in salvo “fuori di Arezzo” (De Vita 1957); parte della collezione di vasi del museo fu inoltre “sistemata frettolosamente nei sotterranei di Palazzo Pretorio a strati di vasi e paglia” (Maetzke 1952).
Nel gennaio 1944 un primo ordigno mancò di poco l’edificio, aprendo un grande cratere al centro dell’arena dell’anfiteatro.
Il cratere lasciato dall’ordigno caduto nell’arena dell’anfiteatro  (immagine tratta da E. Droandi, Arezzo distrutta 1943-44, 1995).

Il cratere lasciato dall’ordigno caduto nell’arena dell’anfiteatro
(immagine tratta da E. Droandi, Arezzo distrutta 1943-44, 1995).

L’ala occidentale del Museo distrutta dalla bomba (immagine tratta da A. Tafi, Immagine di Arezzo, 1978).

L’ala occidentale del Museo distrutta dalla bomba
(immagine tratta da A. Tafi, Immagine di Arezzo, 1978).

Lunedì 17 dello stesso mese, intorno alle ore dodici della mattina, una bomba cadde sulla chiesa di San Bernardo e su parte dell’ex-complesso monastico: la chiesa fu quasi interamente distrutta e con essa il campanile da pochi anni ricostruito e quanto rimaneva del chiostro, posto sul lato sinistro, con gli affreschi di Marco da Montepulciano sulla vita di S. Bernardo.

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La chiesa di San Bernardo ed il Museo archeologico subito dopo il bombardamento (immagine tratta da E. Droandi, Arezzo distrutta 1943-44, 1995) e durante lo sgombero delle macerie (immagine Fotoclub La Chimera di Arezzo).

La chiesa di San Bernardo ed il Museo archeologico subito dopo il bombardamento (immagine tratta da E. Droandi, Arezzo distrutta 1943-44, 1995) e durante lo sgombero delle macerie (immagine Fotoclub La Chimera di Arezzo).

Furono colpiti anche un tratto di ambulacro dell’anfiteatro e l’ala occidentale del Museo: qui era ospitata la sezione paleontologica, purtroppo non ancora completamente sgombrata; andarono così perduti numerosi reperti fossili del territorio.
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La sala del Museo che ospitava la collezione paleontologica prima dei danneggiamenti bellici
(Museo Archeologico Nazionale G. Cilnio Mecenate di Arezzo).

Passeranno quasi dieci anni prima che l’edificio, nuovamente restaurato, possa nuovamente accogliere le collezioni antiche aretine: il Museo Archeologico Civico di Arezzo sarà riaperto al pubblico il 1 settembre 1951.

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