La Toscana… un mare di anni fa…

Scandicci, Badia a Settimo, 18 Gennaio – 20 Giugno 2014
la Toscana... un mare di anni fa...

Durante il Pliocene (da 5,3 a 2,6 milioni di anni fa), nel momento di massima espansione del Mediterraneo, molte zone della Toscana attuale erano invase dalle acque e le terre emerse erano probabilmente costituite da una moltitudine di isolotti. Questa morfologia ha favorito una notevole biodiversità marina animale e vegetale, soprattutto nella prima parte del Pliocene, quando le condizioni climatiche erano di tipo tropicale.

Sui fondali di questo mare si depositarono i sedimenti e i resti degli organismi viventi che, grazie a condizioni chimico-fisiche eccezionali (ad esempio, l’assenza di ossigeno e/o la rapida mineralizzazione), si sono conservati fossili fino ad oggi.

Le ricerche condotte nel corso di più anni dal Gruppo Avis Mineralogia e Paleontologia di Scandicci, di concerto e sotto la sorveglianza degli Enti preposti alla tutela, hanno consentito di raccogliere una notevole varietà di reperti fossili afferenti soprattutto a fauna marina pliocenica.

Il fossile di balenottera esposto in mostra

Una delle sale della mostra dominata dallo splendido fossile di balenottera

La mostra pertanto, realizzata grazie alla collaborazione e sinergia di Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, Università di Pisa (Dipartimento di Scienze della Terra) e Firenze (Dipartimento di Scienze della Terra, Museo di Storia Naturale) e GAMPS, intende affrontare, con un taglio fortemente didattico e con l’ausilio di colorati pannelli esplicativi e ricostruzioni grafiche e tridimensionali, o esemplari non fossili esposti a titolo comparativo, gli aspetti legati al Pliocene marino toscano, rendendo fruibili al pubblico numerosi fossili di invertebrati, tra cui bivalvi gasteropodi, echinoidei e crostacei.  Tra i vertebrati marini sono invece in esposizione tra i mammiferi, delfini, sirenii, foche e una balenottera, e tra i pesci, numerosi esemplari di squali, rappresentati soprattutto da denti. I denti infatti fossilizzano più facilmente rispetto al resto dello scheletro e costituiscono un buon indicatore paleoclimatico, dal momento che nel corso del Pliocene le specie ad affinità calda vengono progressivamente sostituite con altre che vivevano in ambienti temperati o freddi. Tra i denti sono quelli dello squalo serpente (di cui si presenta anche una ricostruzione tridimensionale), vissuto circa tre milioni di anni fa, che oggi abita le acque profonde (1300 m circa) dell’oceano Atlantico orientale e degli oceani Pacifico ed Indiano. Lo squalo, dalla forma sinuosa, simile ad un anguilla, è stato rinvenuto nei pressi di Castelnuovo Berardenga (SI). Questa scoperta consente peraltro di correggere la più diffusa opinione che il bacino del Mediterraneo non fosse particolarmente profondo: è probabile invece che si alternassero zone costiere e di mare basso ad abissi e scarpate continentali.

Uno dei pannelli della mostra dedicato alla makaira

Uno dei pannelli della mostra dedicato alla makaira

Per consentire ad un vasto target di utenza una più facile comprensione di vari aspetti legati alla paleontologia, una sezione introduttiva della mostra è dedicata a minerali e processi di mineralizzazione, a cenni generali su Pliocene e Pliocene toscano, su rocce sedimentarie e bacini fossiliferi, sulle più consolidate metodologie di ricerca, datazione dei fossili, scavo, recupero, restauro e conservazione.

La mostra “La Toscana… un mare di anni fa”, che ha inaugurato oggi 18 gennaio, sarà visitabile fino al 20 giugno 2014 con i seguenti orari:  apertura straordinaria 19 gennaio ore 10.00-19.00;
ogni domenica pomeriggio ore 15.00 -19.00
ogni mercoledì  sera ore 21.00-23.30 esclusi i festivi
Aperture straordinarie su appuntamento per le scolaresche e i gruppi chiamando il numero 3382504468 – 055 5321195

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