Cosa, Area archeologica: il tesoretto di Quinto Fulvio

Il 20 settembre è stato esposto presso l’Antiquarium di Cosa il cosiddetto tesoretto di Quinto Fulvio, un rinvenimento eccezionale costituito da ben 2004 monete d’argento che ci raccontano un capitolo della storia di Cosa. Il tesoretto fu rinvenuto nella Casa del Tesoro o di Quinto Fulvio, sulla quale, tra l’altro, sorge il Museo Archeologico.

Il tesoro di Quinto Fulvio in corso di scavo

Il tesoro di Quinto Fulvio al momento del rinvenimento

Alla metà degli anni 60 l’Accademia Americana di Roma ha scavato alcune abitazioni presenti nell’isolato racchiuso tra le strade denominate M-N e 4-5. Almeno una di queste è stata ristrutturata nel I sec. a.C. ed ha restituito due frammenti di vasellame in ceramica a vernice nera con le lettere graffite Q. FVL. Possiamo dunque immaginare che sia stata la casa di Quinto Fulvio, conosciuta anche come Casa del Tesoro per il rinvenimento, in una cavità scavata nel pavimento della dispensa accanto alla cucina, di un tesoretto di 2004 monete d’argento repubblicane. A parte un piccolo nucleo di monete più antiche, della fine del II sec. a.C., la maggior parte dei denari è databile al primo trentennio del I sec. a.C. Il salvadanaio pieno di monete deve essere stato nascosto in un momento difficile per la città, e il suo proprietario non è potuto tornare indietro a recuperarlo. Le monete più tarde del tesoretto datano al 74-72 a.C. e sono così ben conservate che devono essere rimaste molto poco in circolazione, tanto che si può ipotizzare che gli eventi drammatici che hanno portato al nascondimento siano accaduti intorno al 70 a.C. In effetti i dati archeologici provenienti dagli scavi della città ci informano che proprio intorno al 70 a.C. la città fu distrutta, forse dall’attacco di pirati. Il nostro Quinto Fulvio, allora, presagendo il pericolo, dovette abbandonare in tutta fretta la sua casa e la città, ma prima nascose le sue riserve di denaro, come in cassaforte, sperando al tempo stesso di nasconderle al nemico e di poterle tornare a recuperare. La sua speranza solo in parte fu esaudita, perché certo chi mise a ferro e fuoco la città non trovò il tesoro, ma egli non se ne riappropriò mai più e le monete sono rimaste nella loro cassaforte archeologica per 2000 anni.

Il tesoretto di Quinto Fulvio. Cosa, Casa del Tesoro

Il tesoretto di Quinto Fulvio. Cosa, Casa del Tesoro

La somma messa da parte doveva essere consistente anche se non eccezionale. Per fare un esempio Tito Pomponio Attico (110-32 a.C.), secondo Cornelio Nepote (Atticus 13, 6), ricchissimo anche se molto parsimonioso nello spendere, registrava nel suo libro dei conti un’uscita giornaliera di circa 187 denari: se avesse avuto lui le nostre 2004 monete, le avrebbe esaurite in 11 giorni! Per contro, facendo riferimento alle classi medie della popolazione, uno stipendio annuo di un legionario in età repubblicana doveva aggirarsi sui 120 denari, 90 denari la cifra spesa da una famiglia di quattro persone per i soli generi alimentari in un anno. Conosciamo i prezzi fissati dall’eruzione sulle pareti delle case di Pompei: ad esempio uno schiavo 625 denari, un mulo 125 denari, 1 kg di pane 1/8 di denario. Potremmo forse paragonare il denario repubblicano a circa 25 euro attuali, per cui… fate voi il conto!

Il tesoro di Quinto Fulvio esposto a Cosa il 20/09/2015

Il tesoro di Quinto Fulvio esposto a Cosa il 20/09/2015

Advertisements

One thought on “Cosa, Area archeologica: il tesoretto di Quinto Fulvio

  1. Pingback: Toscana: Cosa e il tesoretto di Quinto Fulvio | ClassiCult

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...